LE MIE LETTURE DI OTTOBRE

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Ottobre è corso veloce e tra una cosa e l’altra solo due sono i libri che ho terminato e di questi uno me lo sono trascinata per settimane, infilandoci in mezzo altre letture. Ma devo dire che, anche se poche, mi ritengo più che soddisfatta delle pagine che sono passate per le mie mani questo mese.

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lorenzo-morettoLorenzo Moretto
Una volta ladro, sempre ladro
(Minimum Fax)
16.00€

Siamo nei primi anni ’90, in piena Tangentopoli. Lorenzo Moretto esordisce con un memoire della sua famiglia: l’11 giugno 1994 il padre, Giovanni, viene arrestato con l’accusa di ricettazione e portato a San Vittore, dove rimarrà per 6 mesi in custodia cautelare. Seguiranno poi altri 6 mesi di arresti domiciliari e 7 lunghi anni di trafile giudiziarie preliminari per decidere se fare o meno un processo. Le prove non ci sono, fatto salvo per qualche intercettazione telefonica e fax estrapolati dal contesto.

Per la famiglia Moretto è un colpo durissimo che segnerà le loro esistenze per sempre. Amici e parenti si fanno di nebbia mentre i legami interni si rafforzano e la quotidianità va avanti, tra un colloquio a San Vittore e una fila in tribunale. Giovanni pagherà il prezzo più alto, ma anche i figli e la moglie dovranno fare i conti con le difficoltà e con il dolore.

Un racconto molto intimo che costringe a leggere gli eventi di quegli anni da un punto di vista inedito, lontano dalla coralità che rendeva ogni arresto e ogni avviso di garanzia parte di un tutto uniforme, fatto solo di carte e nomi e cognomi passati velocemente al telegiornale, senza un volto e senza una vita alle spalle. Una lettura molto interessante, ulteriormente impreziosita dal bell’incontro con Lorenzo Moretto, che ho avuto il piacere di presentare un paio di settimane fa a Bologna.

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carlo-cassola
Carlo Cassola
Paura e tristezza
(Mondadori)
14.50€

Anna non ha il padre, la madre l’ha avuta ancora giovanissima ed è quindi destinata a rimanere sola, in miseria, senza speranze di riscatto. Fin da bambina Anna aiuta una famiglia di lontani parenti con la raccolta delle olive e la semina, in cambio di una buona colazione e un pasto caldo a pranzo, mentre la madre va a spigolare o lava biancheria di lusso per gente benestante.
Aiutata da un’amica, Anna viene presa a servizio in città, dove la speranza di una nuova vita è alle porte, ma proprio quando la ragazza sembra essere prossima a un po’ di serenità, la sventura le si presenta nuovamente davanti, segnandole indelebilmente il destino.

Una storia di miseria, dove campagna e città si contrappongano continuamente: una grande povertà da una parte e dall’altra, ma in forme diverse. Se la vita dei campi, senza agi e senza soste, permette di sfamare le bocche dei più poveri, quella più comoda e cadenzata della città non fa sconti a nessuno e non appena il lavoro scarseggia non rimane niente da mangiare.

Un libro delicato per parlare della povera gente, che troppo spesso è rimasta in penombra ed è sfuggita alla storia, ma per fortuna non alla letteratura.

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