LE MIE LETTURE DI GENNAIO

rigoni-stern-mr-dangerous

Un mese impegnativo e lento, accompagnato da letture brevi, più una consistente che mi traghetterà fino a febbraio e di cui vi parlerò quindi più avanti.
Come vi risulterà evidente, sono in piena fase pro-racconti… finalmente credo di aver trovato la giusta chiave per apprezzarli appieno o forse ho semplicemente trovato gli autori che sanno toccare le note giuste dentro di me. Una raccolta e due racconti lunghi pubblicati a se stanti, ma tutte letture stimolanti. E poi un fumetto per esorcizzare il freddo.

☆☆☆☆

Ivan Turgenev
Diario di un uomo superfluo
(Voland)
8.00€

Letto grazie al gruppo La confraternita dei lettori, questo breve romanzo di Turgenev (quasi un raccono lungo) mi ha lasciata piacevolmente sorpresa.

In attesa della morte ormai vicina, il protagonista spende le sue ultime forze per scrivere un diario e raccontare alcuni episodi della sua vita che bene mettono in luce il suo essere superfluo nel mondo. In realtà sappiamo pochissimo del personaggio, non sappiamo che lavoro faccia, nè di cosa sia ammalato. Ci racconta però del rapporto con la madre, del padre alcolizzato cui voleva però molto bene, dell’infanza povera e soprattutto di ciò che più gli duole, l’amore non corrisposto per Liza. Se in quest’ultima occasione dà forse il peggio di se stesso  è anche vero che è proprio qui che viene più di tutti umiliato. Si potrebbe infatti pensare che questo personaggio sia oltremodo invidioso e persino meschino, ma personalmente ho trovato particolarmente triste e coinvolgente il suo sentirsi così poco importante nella vita di chiunque, dagli amici, ai semplici conoscenti. La mediocrità di un uomo qualunque, nella quale non ho potuto fare a meno di vedere anche qualcosina di me stessa.

I nomi russi, come sempre, rendono un pelo difficoltoso mantenere il ritmo, ma la prosa del libro è incalzante, così come lo è il tempo che passa inesorabile e che scarseggia sempre più.

☆☆☆☆☆

Federico Falco
222 patitos
(Eterna Cadencia)

Dopo aver letto Silvi e la notte oscura sono rimasta talmente affascinata dalla scrittura di Federico Falco che, anche se in Italia non è ancora arrivato altro, ho colto l’occasione per leggere un po’ in lingua e ho quindi acquistato l’ebook di un’altra sua raccolta, precedente a quella tradotta da Edizioni Sur. Una bella lettura, che spero arrivi presto anche da noi, perché possiate conoscere altro di questo talentuoso scrittore argentino.

Tra queste pagine ho ritrovato alcuni degli elementi che avevo amato in Silvi, mescolati però a tanti altri che non mi sarei nemmeno immaginata. Per la maggior parte si tratta di racconti brevi (al contrario della raccolta pubblicata da Sur), con una spiccata attenzione alle piccole comunità, lontane dalla città (a parte pochi casi) e quasi sospese nel tempo. Ancora una volta la natura svolge un ruolo centrale in diversi racconti, presentandosi a tratti meravigliosa e a tratti lugubre. Un senso del macabro e del perverso aleggia quasi costante tra le storie narrate, creando un’atmosfera di inquietudine che però (per fortuna) non sfocia mai nell’horror. Gli ultimi racconti hanno poi un risvolto fantastico, richiamando così la grande letteratura argentina del passato.
A chiunque legga lo spagnolo, consiglio di non attendere la traduzione, che chissà se arriverà mai.

☆☆☆☆☆

Mario Rigoni Stern
Inverni lontani
(Einaudi)
8.00€

Non contenta di aver dedicato tutta una serata di letture a Mario Rigoni Stern, ho recuperato in biblioteca una piccola perla, scritta dall’autore a quasi 80 anni e a me consigliata da Interno storie qualche mese fa.
Un racconto di appena quaranta pagine, un collage di pensieri, ricordi e considerazioni di tanti inverni trascorsi ad Asiago, sulle Alpi valdostane, in Albania, in Russia e in Germania, alcuni dei quali passati letteralmente all’addiaccio, riparati appena da un focherello di fortuna, molti altri, per fortuna, lasciati scorrere in casa al caldo della stufa, con la credenza piena di provviste. Rigoni Stern ci fa ripercorrere ancora una volta gli anni di guerra, attraverso un peregrinare sfinente e ovviamente doloroso, tra compagni caduti, lager, patimenti, nostalgie e paure. Ma ci regala anche un vero e proprio prontuario su come prepararsi alla stagione fredda, alla neve e ai mesi bui, con barattoli di crauti, scorte di patate, farina di mais per la polenta, vino in abbondanza e cataste di legna da ardere. Fedele alla sua Asiago, alla vita contadina che lì in parte ancora si viveva almeno nel 1999, anno in cui esce il racconto, lo scrittore rifugge le comodità cittadine, scegliendo e difendendo uno stile di vita più vicino alla terra, ai ritmi naturali e all’autosufficienza. E oggi, vent’anni dopo, io, dalla città, cerco di recuperare un po’ di tutto ciò che con l’industrializzazione sfrenata è andato perduto e accolgo questo libretto quasi come un piccolo manifesto.

 

☆☆☆☆☆

Paul Hornschemeier
La vita con Mr Dangerous
(Tunué)
19.90€

Con i fumetti mi capita spesso di lasciarmi affascinare sfogliandoli in libreria, colpita dai disegni, poi di tenerli in wishlist a lungo, in attesa del momento giusto per acquistarli, visto il prezzo sempre un po’ altino. Qualche volta finisco per prenderli in biblioteca e devo ammettere che, in molti casi, sono poi contenta di non averli comprati… come ho scritto altre volte, non sono molti i fumetti che sono stati all’altezza delle aspettative, lasciandomi a bocca aperta sì per i disegni, ma anche per la storia e lo stile narrativo. Di quei pochi faccio a tutti una testa tanta… ma più spesso mi trovo a leggere la graphic novel in due e due quattro, sicuramente curiosa di scoprire cosa accadrà alla fine, ma poi, una volta conclusa, sento che non mi rimane niente. O quasi. Sicuramente è colpa mia, non posso certo dire di avere una cultura fumettistica particolarmente sviluppata.

La vita con Mr Dangerous non l’ho comprato, ma l’ho ricevuto grazie a uno scambio su Acciobooks, quindi ho la coscienza a posto, ma il risultato non si discosta molto da quanto detto poco sopra. L’avevo adocchiato chissà quanto tempo fa, mi ero lasciata ammaliare dal tratto di Hornschemeier che mi ricorda molto certi cartoni animati: netto, pulito, attento a certi particolari, pur nella semplicità estrema delle scene. L’ho desiderato a lungo e ora finalmente l’ho letto… in mezza giornata (pausa pranzo e dopo l’ufficio). Cardiogramma appena increspato.

Amy vive da sola con il suo gatto, ha 25 anni, un lavoro che non le piace, un fidanzato stronzo che lascia a poche pagine dall’inizio, una madre che le vuole bene ma che, come tutte le madri, a volte sa essere pesante e un tantino fuori luogo e un migliore amico a mille mila chilometri di distanza, con cui parla per ore al telefono e di cui è profondamente innamorata. Un’esistenza piuttosto buia e angosciante: lavoro, pranzo con le colleghe o con la madre, ancora lavoro, autobus, casa, tv e letto, poi daccapo. E infatti Amy non sorride mai, in tutto il libro.
Ora devo correggermi: questa routine serrata e vuota di qualunque gioia o spazio per eventuali fuori tema in realtà mi è in qualche modo arrivata e ha toccato qualcosa dentro di me. Anche le scene spoglie che dicevo prima, in un qualche modo ne rispecchiano la monotonia e la vacuità. Uno stile di vita che rasenta la depressione, o quanto meno che può sfociare in quella, ma al tempo stesso uno stile di vita verso cui spesso le nostre stesse settimane tendono. Stiamo al lavoro dalle 8 alle 9 ore pausa pranzo compresa, andiamo a casa, cuciniamo, ceniamo, guardiamo un film o una serie su Netflix, al massimo leggiamo un po’, poi a letto e la mattina dopo si ricomincia. Io almeno lo faccio. E allora mi viene da pensare che il libro di Hornschemeier potrebbe essere un invito a rompere lo schema e lasciare un po’ più di spazio all’improvvisazione. Lo teniamo come buono proposito per febbraio!

Potrebbero interessarti anche...

Nessuna risposta

  1. Ciao mi presento sono Fedy, il tuo blog è molto bello e interessante.
    Sono una tua lettrice fissa. Se ti va passa a dare un'occhiata al mio blog https://lapiccolalibreriadelcuore.blogspot.it ne sarei molto felice…

  2. la Sere che legge ha detto:

    Ciao Fedy e grazie! Passerò certamente per la tua pagina. 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.