LA PROVINCIA EMILIANA IN LIBRI

Emilia-Romagna

Tra poco più di una settimana ci addentreremo, per una serata, nella provincia emiliana, attraverso i racconti di tre scrittori che ce la narrano con grande affetto. In particolare saranno i dintorni di Reggio Emilia i veri protagonisti, ma sarà un po’ come essere in tutta la bassa.

Prima di questa full-immersion di nebbia, andiamo a vedere da quali libri saranno tratte le letture. E mi raccomando, non dimenticatevi di prenotare direttamente a La confraternita dell’uva per partecipare alla serata La Sere vi legge in Emilia.

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Roberto Camurri
A misura d’uomo
NN Editore

Tra i campi e le stradine di campagna di Fabbrico troviamo esseri umani feriti, come lo siamo tutti, chi più chi meno. I personaggi di Roberto Camurri sono assaliti dai sensi di colpa, si districano tra relazioni di amicizia e di amore non sempre semplici e lineari, ma, lontani dalla città, c’è chi impara ad accudire gli altri e, attraverso di loro, un po’ anche se stesso.

Nato come una raccolta di racconti, poi ripensato come romanzo, il libro mantiene la sua struttura originaria ed è costituito da diverse storie che in parte si intrecciano e in parte meno, ma che si svolgono tutte nella nebbiossa bassa reggiana. La dimensione paese è forte e fa da collante, sia dal punto di vista narrativo, che da quello umano: relazioni che sarebbero impensabili tra il traffico cittadino e appaiono quasi anacronistiche, a Fabbrico sembrano invece normali. Non esistono separazioni generazionali, ci si ritrova tutti al bar della Bice, adulti, bambini, giovani e anziani e davanti a un caffè o a una sambuca si parla e si trascorre il tempo insieme.

Un libro che trasuda umanità, con tutte le sue debolezze, i suoi lati oscuri, ma è pur sempre un bene prezioso da maneggiare con cura e coltivare. E a dirla tutta non stupisce che sia proprio NN Editore a regalarci questa chicca, un tuffo nella provincia emiliana, quasi fosse una piccola Holt in piena Pianura Padana.

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Daniele Benati
Silenzio in Emilia
Quodlibet

Una raccolta di undici racconti ambientati anch’essi nella provincia emiliana, non meglio definita, fatta di cieli grigi, bocciofile, trattorie, vino rosso e fabbriche di ceramiche. Per le sue strade si aggirano strani personaggi confusi, che non ricordano più perché si trovano lì, immersi in quel silenzio. Una carrellata di anime che tornano nei luoghi della propria esistenza, per continuare a fare ciò che facevano in vita, senza far caso al tempo che ormai è trascorso.

«Mi dice un tale dalle mie parti che i morti tornano spesso dove hanno vissuto, delle volte passandoci in treno di notte, oppure delle altre compiendo un’azione tipica della loro vita.»

Una scrittura essenziale, quella di Daniele Benati, che nel 1997 ha pubblicato per la prima volta il libro con Feltrinelli, ora recuperato da Quodlibet. I monologhi spontanei, talvolta persino sconcertanti dei personaggi riescono ad avvicinare il lettore al tema della morte senza però creare angoscia o tristezza. Le situazioni surreali nelle quali i protagonisti vengono a trovarsi si trasformano spesso in vere e proprie scene comiche, che strappano più di un sorriso. Il linguaggio volutamente popolare, gli anacoluti, le frasi frammentate e le espressioni reggiane, ricalcano perfettamente il parlato e ci fanno sentire particolarmente vicini ai personaggi e al loro vissuto.

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Paolo Nori (a cura di)
Repertorio dei matti della città di Reggio Emilia
Marcos y Marcos

Parlando di Emilia non potevo certo lasciarmi sfuggire Paolo Nori che, come chiunque mi conosca almeno un po’ sa bene, è uno dei miei punti di riferimento numero uno, sia come scrittore, che come lettore.

Questo libretto è nato da una sua idea: ispirandosi a sua volta al Repertorio dei pazzi della città di Palermo di Roberto Alajmo (Sellerio), nel 2015 ha dato vita a Bologna a un seminario di scrittura di due weekend, per formare una ventina di cronisti che avrebbero poi raccontato i pazzi della nostra città. Da allora il formato è stato riproposto in tanti altri luoghi, in tutta la penisola, tra cui Reggio Emilia.
Tra i tanti esempi, le citazioni e le suggestioni che Paolo Nori ha tirato in ballo in questi anni, ce n’è una proprio di Daniele Benati, tratta dal suo libro Opere complete di Learco Pignagnoli (Aliberti Editore):

«Opera numero 13
Tranne me e te, tutto il mondo è pieno di gente strana. E poi anche te sei un po’ strano.»

Ognuno di questi repertori contiene tante piccole storie, alcune brevissime, altre di una paginetta, scritte tutte con lo stesso stile, che parlano di persone qualunque, magari che conosciamo e che abbiamo incontrato.

È poi curioso pensare che scoprii sia Paolo Nori che Daniele Benati grazie a un seminario tenuto da Ermanno Cavazzoni nell’ormai lontano 2002 e che io ebbi l’occasione di seguire al termine del mio percorso universitario. Non c’è che dire: uno splendido regalo di quegli anni!

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La Sere vi Legge in Emilia
Sabato 27 ottobre ore 19.30
La confraternita dell’uva
reading + degustazione vini Giovannini + degustazione prodotti emiliani
prezzo 25€

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