#PARLAchiLEGGE #31

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#PARLAchiLEGGE è una rubrica quindicinale. Ogni 2 mercoledì esce una breve intervista a un lettore. 


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Parla chi legge

Oggi parliamo con… Magda!

Quando conosci una persona a un gruppo di lettura, sei già sicura di condividere con lei una passione. Chi si prenderebbe la briga, dopo otto ore di lavoro, di trascinarsi in giro per la città tra il traffico e il freddo dell’inverno bolognese, per parlare di libri, se non un vero lettore? E con Magda si può infatti chiacchierare per ore di libri, oltre che di musica e di cinema (ma lì, o almeno sul primo dei due, io sono un po’ meno ferrata)! E oggi le ho chiesto di parlarmi proprio di questa sua passione…

Sono cresciuta in un piccolo paese di montagna con pochissime attrattive e con lunghi inverni freddi, in una casa con tanti libri, grazie alla passione di mia madre per la lettura, e un accogliente caminetto. Per cui è stato inevitabile diventare una lettrice: i libri erano la mia personale finestra sul mondo. Ora che vivo, invece, in una città ricca di attrattive e stimoli come Bologna, i libri rappresentano un angolo di decompressione e riflessione.

Quanti libri hai letto negli ultimi dodici mesi?
Direi intorno a 30, in media due o tre libri al mese.

Carta o digitale?
Esclusivamente carta. Ho fatto un paio di tentativi con gli ebook, ma sono miseramente falliti: mi manca la materialità del libro, sfogliare le pagine e sottolineare le frasi che più mi colpiscono durante la lettura.

Libreria, internet o biblioteca?
Libreria e biblioteca. Adoro acquistare libri da leggere e custodire , ma mi emoziona anche l’idea di adottare un libro per un breve periodo e poi lasciarlo andare verso un altro lettore che magari leggendolo proverà le mie stesse sensazioni.

Se ti chiedessi due titoli?
Direi L’idiota di Fëdor Dostoevskij e Underworld di Don Delillo (Einaudi): sono entrambi sfidanti, leggendoli ti rendi conto di cosa sia il talento e la genialità creativa.

Per immaginarti meglio, dove leggi di solito?
Dove capita: divano, letto, bus, treno, aereo ecc. Mi è capitato anche di leggere sugli scomodi gradini davanti casa, mentre aspettavo che l’idraulico finisse le sue riparazioni all’interno. Il libro era La fortezza della solitudine di Jonathan Lethem (Bompiani).

In base a quale criterio hai ordinato i libri, nella tua libreria di casa?

Attualmente sono suddivisi per provenienza geografica, tranne i racconti che hanno una sezione dedicata.

È il momento della confessione: un libro che hai abbandonato?

La versione di Barney di Mordeacai Richler (Adelphi); un collega mi aveva sfidata a superare le 80 pagine, sono arrivata a circa 200, ma poi mi sono arresa. Magari lo finirò in futuro.

Confessione n.2: segnalibro o vergognose orecchie?
Rigorosamente segnalibro. Soprattutto quelli a tema artistico o acquistati in viaggio, da me o da amici.

Una foto della tua libreria di casa?

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La libreria di Magda


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