#PARLAchiLEGGE #27

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#PARLAchiLEGGE è una rubrica quindicinale. Ogni 2 mercoledì esce una breve intervista a un lettore. 

 

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Parla chi legge

Oggi parliamo con… Sabrina!

Penso di essere nata con un libro in mano… non ho ricordi di me senza (e neppure ne hanno i miei genitori). Per me leggere è davvero come respirare, non posso stare senza un libro iniziato, che porto sempre con me in borsa… perché chi è con un amico non si annoia mai. E chi ama leggere lo sa bene. Ho sempre letto tantissimo, sia romanzi che saggi (adesso sono nel periodo solo romanzi). Al tempo del ginnasio la nostra insegnante ci aveva dato una scheda sulla quale annotare i libri letti. A fine anno la mia schedina ne conteneva un numero impressionante… nessuno dei compagni ci credeva, ma io li lasciavo dire, felice che tutte quelle storie fossero dentro di me. Crescendo la passione non si è affievolita. Sono giornalista, e quindi ho avuto la fortuna di fare della mia passione, ossia le parole, un lavoro. Amo tantissimo viaggiare e da poco ho aperto un blog letterario su Instagram, nel quale associo ad ogni meta il libro perfetto. Così, mettendo un libro in valigia, unisco le mie due passioni. 

Quanti libri hai letto negli ultimi dodici mesi?
Una trentina circa, sono una lettrice che ama trascorrere molto tempo con un libro, con i personaggi di quel romanzo. Non sono una lettrice da «un libro letto tutto in una notte», ho bisogno di coltivare il mio rapporto con i personaggi… e che dispiacere, a volte, quando arrivo alla fine. E adesso? mi dico… come faccio senza di voi? Mi è capitato recentemente con Ovunque io sia di Romana Petri (BEAT), tre donne nella storia (bellissima, tra l’altro) con cui stavo gran parte del giorno. Alla fine mi sentivo come se avessi perso tre amiche. Il rimedio però, per fortuna c’è… inizio un altro libro.

Carta o digitale?
Assolutamente carta, non potrei mai fare a meno di annusare i libri che leggo, un gesto che ripeto centinaia di volte. Tanto è vero che spesso mi capita di associare il ricordo di un libro a un determinato profumo di carta, perché non sono tutti uguali gli odori della carta stampata, anzi. Ho ancora nelle narici l’odore dei libri della biblioteca dove andavo spesso da ragazzina. Solo un paio di volte ho ceduto al digitale (in un caso costretta perché del libro non era uscita la versione cartacea), ma non mi è piaciuto per niente. Poi io il libro lo vivo, lo sottolineo, faccio commenti a piè di pagina… no, non rinuncio al piacere della carta.

Libreria, internet o biblioteca?
Ho frequentato molto la biblioteca da ragazzina, come ho detto prima, quando leggevo così tanto che non sarebbe stato possibile comprare tutto. Adesso mi dispiacerebbe molto leggere libri che poi se ne vanno, che mi abbandonano; sono molto possessiva e desidero tenerli con me, soprattutto se mi hanno dato emozioni. Anche per questo tendo a non prendere libri in prestito da amiche. Acquisto tantissimi libri, se entro in una libreria è finita, non riuscirò mai a uscirne a mani vuote. Ho comprato negli anni moltissimi volumi che ancora purtroppo non ho letto: mio marito dice che avrei bisogno di tre vite per finirli. Ma non dispero, li leggerò tutti. Il problema è che aumentano sempre, perché mica smetto di comprare. Compro anche online, è comodo, indubbiamente.

Se ti chiedessi due titoli?
Difficilissimo scegliere e allora vado di getto… i primi due che ho nel cuore. Un classico, I Buddenbrook di Thomas Mann, che ho letto e riletto. E un contemporaneo, Venuto al mondo di Margaret Mazzantini (Mondadori). Quanto ho pianto… ecco, questo è il classico esempio di libro da cui non mi volevo staccare, ci ho messo mesi a finirlo, avevo paura della pagina finale. Bellissimo. Dai, dammi la possibilità di dirne un terzo… Il nome della rosa di Umberto Eco (Bompiani), capolavoro assoluto, non so quante volte l’ho già riletto e ogni volta mi appassiona… ormai l’ho detto!

Per immaginarti meglio, dove leggi di solito?
Mah… a casa, sulla mia poltrona preferita oppure alla scrivania di mio figlio. Poi in viaggio, sempre (treno, metropolitana, autobus, aereo). In spiaggia moltissimo e in montagna, dove ho la fortuna di passare i mesi estivi. Ciò che non manca mai nello zaino è il libro: ogni volta che arrivo a un rifugio stampo il timbro sulla prima pagina, così ho il ricordo esatto della passeggiata che quel libro ha fatto con me.

In base a quale criterio hai ordinato i libri, nella tua libreria di casa? 
In un’ala della libreria ho tutti i saggi, storici, soprattutto, e nell’altra ala la letteratura. Solo i classici sono disposti in ordine alfabetico perché le edizioni sono molto simili. Gli altri no, sono sistemati per casa editrice o per edizioni simili, in modo che anche l’occhio abbia la sua parte. Ne ho circa 2000 e purtroppo adesso ho finito gli scaffali… un problema che non so risolvere, avrei bisogno di più spazio.

È il momento della confessione: un libro che hai abbandonato?
Tendo a non abbandonare mai un libro, anche se non mi piace, spero sempre che, alla fine, si riscatti. L’unica volta, e infatti me la ricordo bene, che ho lasciato un libro a metà (forse nemmeno) è stata con Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer (Guanda). Non so dirti il perché, proprio non ci siamo presi io e quel libro. Tant’è che l’ho regalato a chi magari poteva apprezzarlo. Chissà, col tempo, magari gli darò una seconda chance.

Confessione n.2: segnalibro o vergognose orecchie?
Mai farò un’orecchia! Ah ah ah ah, è motivo di discussione con mio marito che invece piega le pagine a questo modo… io lo inseguo con un segnalibro in mano! Tra l’altro sono così belli. Infatti mio figlio fa la collezione di segnalibri, ne ha tantissimi e li usa sempre. Sono contenta di essere riuscita a trasmettere anche a lui la passione per la lettura.

Una foto della tua libreria di casa?

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La libreria di Sabrina

Per segurire Sabrina, visita il suo profilo Instagram: @sabrymiglio68

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