PER STRADA

Alcuni anni fa, vivevo a Barcellona, chiamai mio padre dalla sala d’aspetto del pronto soccorso e gli dissi che mi ero rotta il naso. La sua primissima reazione fu «Stavi leggendo mentre camminavi?». La risposta era no e non ero neanche caduta con i roller, come mi chiese subito dopo. Niente di eroico in realtà: tanto per cambiare avevo la testa tra le nuvole e, alla ricerca della fermata dell’autobus, andai a sbattere contro a un palo della luce.

Bene, al di là del mio naso e della mia sbadataggine, la domanda di mio padre non era infondata. Io leggo veramente mentre cammino per strada. La mattina salgo in autobus, diretta al lavoro, spero di non incontrare nessuno che conosco, apro il libro e inizio la giornata. Mano a mano che si avvicina la mia fermata, sento crescere l’ansia, all’idea di dover interrompere la lettura e di non poterla riprendere fino a chissà quando. Infatti al ritorno non riesco a leggere. Soffro di mal di macchina… la mattina no, o almeno quasi mai, ma al pomeriggio sì. Perché poi, non lo so. Comunque, quando alla fine arrivo alla mia fermata, scendo (qualche volta mi dimentico, come stamattina), con una mossa veloce controllo l’ora sul cellulare, per capire quanto me la posso prendere con comodo, poi mi incammino verso l’ufficio con il libro aperto. Un dito segue riga per riga, in modo da non perdere il segno, io controllo ogni tanto la strada, per non rischiare di attraversare l’incrocio con il semaforo rosso, cerco di evitare gli altri pedoni, che ogni tanto mi lanciano commenti non troppo gentili e alla fine arrivo davanti al cancello. Controllatina veloce al cellulare, mancano ancora 3 minuti alle 9.30, posso finire il paragrafo, magari anche la pagina o il capitolo… leggo alla velocità della luce, in realtà non ci capisco niente, ma ormai l’importante è arrivare in fondo. Chiudo, suono ed entro, orgogliosissima, con il mio libro ancora in mano quasi fosse un trofeo.
Qualche volta il mio collega arriva che io sono ancora lì, al freddo, in piedi di fianco al cancello, che leggo. Chissà cosa pensa.

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Nessuna risposta

  1. Complimenti sia per il racconto sia per la capacità di leggere camminando come a volte si vede nei film…Bravissima

  2. la Sere che legge ha detto:

    Grazie! Ammetto che qualche volta rischio… quanto meno di pestare qualche ricordino di un cane passato prima di me! 🙂

  3. quello mi sa che è inevitabile ahahaha…

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